È finalmente online sia in versione Kindle, che cartacea il frutto delle mie ultime fatiche: è un giallo dell’autore britannico J. Jefferson Farjeon intitolato I 13 ospiti destinato a chi ama lo stile, lo humor e l’ambientazione tipicamente britannici.
La vicenda si svolge nella tenuta di campagna di un Lord inglese, che invita 12 ospiti a trascorrere un weekend nella sua casa organizzando anche una battuta di caccia al cervo. Gli ospiti diventano 13, in quanto una degli invitati soccorre un giovane che si infortuna alla stazione ferroviaria portandolo a Bragley Court – questo il nome della dimora – perché possa riprendersi.
Si sa che però il 13 non sempre porta fortuna; infatti, superstizione o meno, al termine della battuta, mentre i vari drappelli rientrano alla base, vengono scoperti due cadaveri e, viste le circostanze sospette di entrambe le morti, la polizia viene chiamata a indagare.
L’ispettore Kendall
Questo è il primo libro in cui compare il detective-inspector Kendall, che fa il suo onesto lavoro di indagine senza stravaganze o colpi di genio improvvisi.
Questo elemento lo differenzia profondamente dagli investigatori della signora del giallo con la S maiuscola, ad esempio, dal Poirot con l’inconfondibile accento belga e i famosi baffi, a Miss Marple, un’anziana e arzilla zitella un po’ pettegola, ma altrettanto infallibile.
Curiosamente, è proprio l’autore a dirci che il suo ispettore non ha nessun vezzo particolare attraverso le parole di un personaggio del libro successivo Seven Dead:
What I liked about him was that he didn’t play the violin, or have a wooden leg or anything of that sort. He just got on with it.
Il suo detective non suona il violino (chiaro riferimento a Sherlock Holmes), non ha una gamba di legno, ma si limita a fare il suo lavoro.
Ovviamente, non sto “denigrando” i detective di sua maestà Christie e tantomeno il buon Sherlock, ci mancherebbe, a me piacciono tutti i personaggi di cui sopra! Sono però molto curiosa di vedere come si svilupperà questo ispettore nel secondo libro (che arriverà, abbiate fede!) e perché l’autore si sia espresso in questi termini.
Il registro linguistico
Vorrei dire due parole sulle scelte in termini di registro linguistico che ho adottato nel testo.
Come spiegavo nell’articolo precedente, il you inglese copre sia il tu che il Lei ed è solo dalle parole e il tono utilizzato dalla persona che si capisce il grado di confidenza tra gli interlocutori.
Siamo negli anni ’30 e sicuramente un ispettore di polizia avrebbe dato del Lei sia a un Lord inglese, che a un politico (il nostro Sir Earnshaw della storia), ma lo avrebbe dato anche al suo sergente, soprattutto perché i due non hanno mai lavorato insieme (l’ispettore è appena arrivato in quella stazione).
Nel libro l’inglese si aiuta con termini come “milord” quando Kendall si rivolge al Lord o “signore” quando invece parla con Earnshaw. Nel primo caso ho scelto di sottolineare il rango scrivendo il Lei maiuscolo. Lord Aveling è un barone, il gradino più basso della nobiltà titolata (i Peerage, i nostro “Pari”), ma pur sempre un nobile e Kendall non si sarebbe rivolto a lui utilizzando lo stesso “lei” che usa per il sergente.
Ho invece usato il tu per alleggerire la lettura solo tra i personaggi che evidentemente si conoscono da tempo e sono legati da un profondo rapporto di amicizia oppure nel caso di un nuovo rapporto destinato a sfociare in qualcosa di più.
Mi preme anche sottolineare un altro tratto del libro: per apprezzarlo, è importante non dimenticare gli anni in cui è stato scritto, la società dell’epoca e quel certo snobismo molto britannico che fa dire alla domestica del dottore che è “vergognoso che la signora X stia per mettere al mondo l’ottavo figlio”, oppure i riferimenti a Mussolini per sottolineare una cosa assurda (“È un’idea tanto plausibile quanto quella che Mussolini possa diventare un pacifista”).
Non dimenticatelo quando leggerete questo libro!

L’autore
Joseph Jefferson Farjeon era uno scrittore inglese di romanzi gialli e polizieschi, drammaturgo e sceneggiatore.
La sua produzione è piuttosto prolifica ed è autore, tra gli altri, di numerosi romanzi gialli, che hanno per protagonisti l’ispettore Kendall di cui sopra, il detective Ben e il detective X a cui dedica una lunga serie.
Alfred Hitchcock si è ispirato al libro No. 17 incluso nella serie dedicata al detective Ben per realizzare il suo film Number seventeen.
Mi piace sottolineare come negli ultimi anni questo autore sia stato “riscoperto”, per così dire, dal mondo editoriale, che dal 2014 ha pubblicato nuove edizioni di alcuni suoi romanzi in seguito al rinnovato interesse per quella che gli inglesi chiamano The Golden Age of Detective Fiction, il caro buon vecchio giallo classico deduttivo.
Dove trovarlo
Come sempre, anche questo libro è disponibile sia in versione elettronica (formato Kindle), che cartacea (quest’ultima attualmente in fase di pubblicazione) su Amazon a questo indirizzo: https://amzn.to/4qul29W.
Se amate i gialli classici, spero di avervi incuriosito a scoprire questo autore finora poco conosciuto in Italia per la scarsità di opere tradotte: dal mio punto di vista, promette bene! 🙂
Buona lettura.
