Il precursore del moderno thriller psicologico

Ho appena tradotto e pubblicato un libro di una scrittrice statunitense, che mi ha veramente colpito per la modernità del personaggio chiave.

Ho usato volutamente il termine “precursore” nel titolo perché, nell’immaginario collettivo, il thriller ha spesso una connotazione molto forte, come se sia un genere che dev’essere per forza violento o fare paura.

L’etimologia gioca sicuramente il suo ruolo: “thrill” in inglese vuol dire brivido…

La definizione che segue sintetizza benissimo il genere letterario di questo romanzo: “I thriller psicologici sono storie in cui la suspense non nasce dall’azione fisica, ma dalle dinamiche mentali, dalla paranoia e dal gioco di manipolazione. Invece di concentrarsi solo sull’intreccio, esplorano le ossessioni, le percezioni alterate e la psiche complessa dei personaggi.”

In “La ragazza che doveva morire”, emergono proprio questi aspetti: la protagonista si rivela un’esperta manipolatrice, disposta a tutto pur di ottenere quello che vuole.

Senza spoilerare la trama, l’autrice ci presenta una ragazza che, pur avendo solo 19 anni, ha alle spalle un passato “turbolento” per usare un eufemismo, che sfrutta senza scrupoli per realizzare i suoi obiettivi.

Man mano che la storia avanza ed emergono nuovi particolari su questo suo passato, si scoprono anche le interazioni con gli altri personaggi della storia: tutti hanno un ruolo ben preciso e tutti, come dice il sottotitolo che ho scelto, vorrebbero che lei scomparisse dalle loro vite…

Le menti sono le indubbie protagoniste dell’intera vicenda. Molte parti sono infatti scritte in corsivo, in quanto pensieri e non dialoghi effettivi.

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Elisabeth Sanxay Holding

Elisabeth Sanxay Holding è stata una romanziera e autrice di racconti statunitense. Ha scritto principalmente opere di narrativa appartenenti al sottogenere hardboiled dei romanzi gialli.

Dal 1929 al 1954 scrisse diciotto romanzi polizieschi, che ebbero un grande successo di vendite e le valsero elogi per lo stile e la caratterizzazione dei personaggi. Il personaggio ricorrente di questi romanzi era il tenente Levy.

Holding fu molto apprezzata ai suoi tempi.

Raymond Chandler, uno dei più importanti scrittori di romanzi gialli durante la cosiddetta Golden age of detective fiction, l’età d’oro” del romanzo poliziesco, disse di Holding che era “la migliore scrittrice di romanzi di suspense in assoluto”.

Come per molti autori della sua generazione, anche le sue opere sono state riscoperte e ripubblicate negli ultimi anni per l’enorme interesse che suscitano – e continuano a suscitare – i gialli classici del secolo scorso.

Conclusioni

Questo libro non è un poliziesco, non ci sono delitti e investigatori (beh, a dire il vero, un delitto c’è, ma non è il fulcro del romanzo), il focus qui è sulla mente, diremmo oggi, “contorta” della protagonista e sulle sue azioni.

Il lettore qui non si chiede “chi è stato”, bensì si interroga sul ruolo dei protagonisti nel diabolico piano architettato dalla ragazza per “incastrare” la persona che lei dice di amare…

Se vi ho incuriosito, lo trovate qui in versione elettronica e cartacea: https://amzn.to/49aqPuO

In alternativa, è disponibile su Google libri.

Buona lettura!

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