Il delitto imperfetto è il titolo dell’ultimo libro che ho tradotto e pubblicato.
Si tratta di un giallo a rovescio, seppur sui generis: come spiegavo in un precedente articolo, il giallo a rovescio o giallo invertito è quello in cui il lettore conosce il colpevole fin dall’inizio e il detective incaricato delle indagini deve scoprire il come e il perché.
Questo libro è diverso: ho scritto sui generis, infatti, perché manca l’investigatore, tutto il libro ruota intorno alla figura del colpevole e ai suoi tentativi di impedire che gli altri personaggi scoprano ciò che ha fatto.
L’autrice ancora una volta si concentra sulla psicologia del protagonista: prende una persona comune e apparentemente irreprensibile a cui succede qualcosa e poi ne analizza il cambiamento interiore. Non aspettatevi una trama noiosa però, anzi: è davvero avvincente leggere come agisce e pensa il nostro reo accidentale!
Nel paragrafo che segue, spiego alcune scelte con qualche spoiler: se non volete sapere nulla, saltate alla fine!
Tu e Lei: una scelta consapevole
Ovviamente, il periodo storico in cui sono ambientati questi romanzi impone l’uso del “Lei”, il registro è assolutamente formale.
Ho consapevolmente scelto, però, di usare il tu in un paio di contesti ben precisi e con un paio di personaggi altrettanti specifici.
Il primo è il ricattatore: c’è un momento molto chiaro nel libro in cui il ragazzo sempliciotto cambia tono e modo di rivolgersi al protagonista, eliminando la barriera sociale: diventa audace e fa chiaramente capire al suo interlocutore che fa sul serio e che non è affatto intimorito da lui, anzi…
Ho pensato di rendere questo cambio di atteggiamento facendogli dare del tu: come sappiamo, l’inglese ha un unico pronome per tu-voi-lei (you) e solo il modo in cui sono formulate le frasi e le scelte terminologiche fa capire come i due soggetti si rapportano.
Ho scelto di esplicitare questa “confidenza” con un cambio di registro: il dialogo diventa molto più diretto perché, in realtà, è il ricattatore che detta le regole!
In un altro caso, faccio dare del tu alla signora che si ritrova davanti una ragazza giovane e in condizioni pietose: le due non si conoscono, quindi si darebbero del Lei, ma anche in questo caso, la pietà della signora nell’accogliere e cercare di aiutare la ragazza sono rese benissimo dal tono quasi materno della prima verso la seconda.
È stata una vera e propria sfida riuscire a rendere queste sfumature linguistiche!

Il delitto imperfetto: un thriller domestico
Ebbene sì, questo libro rientra perfettamente anche in questa categoria, anzi, forse è proprio quella giusta in cui incasellarlo.
Il thriller domestico, noto anche come domestic noir, è un sottogenere del thriller psicologico che sposta la tensione tra le mura di casa, esplorando la fragilità dei legami affettivi e il lato oscuro della vita borghese.
Non ci sono intrighi internazionali o complotti, ma persone “normali” a cui accade qualcosa che fa sì che la mente si “scomponga” sotto il peso di stress o traumi prolungati, con un conseguente crollo psicologico.
Su cosa sia esattamente un thriller domestico tornerò in seguito con un articoletto separato.
L’inglese ha un verbo splendido per indicare tutto questo: to unravel. Perché splendido? Perché, nella sua evoluzione linguistica, il termine ravel ha finito per assumere il doppio significato di “aggrovigliare/confondere” e “districare/sbrogliare”. Poiché la radice della parola indicava il “cadere in un groviglio di fili”, il prefisso “un-” è stato aggiunto per indicare specificamente il significato di ‘sciogliere’ o “districare”.
Per curiosità, quando una parola presenta due significati opposti tra loro, in italiano si parla di enantiosemia.
Per tornare al nostro romanzo, la trama si snoda in effetti tra una cerchia ristretta di personaggi legati da vincoli di parentela o amicizia, a cui si aggiunge un solo vero outsider, il ricattatore.
L’aspetto psicologico al centro di tutto
Anche in questo libro, è la mente l’assoluta protagonista della storia: l’autrice ci mostra come un evento possa radicalmente sconvolgere il nostro modo di sentire, pensare e agire e lo fa in un giallo snello, per nulla pesante, e con un finale che non ti aspetti!
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Buona lettura!
