Il titolo dice già tutto: in questo articoletto vorrei dire due parole su questa autrice poco tradotta che merita però, a mio avviso, di essere scoperta – o riscoperta – in tutta la sua modernità narrativa.
Ho già tradotto e pubblicato due titoli (La ragazza che doveva morire e Il delitto imperfetto) e un terzo è in dirittura di arrivo, la prima stesura è pronta e ora inizia il lavoro di fino, una revisione accurata e rigorosamente umana!
Sono due romanzi molto diversi tra loro: nel primo la storia ruota intorno a questa ragazza e alla sua “ossessione” per un uomo; scorrendo le pagine, il lettore scopre che lei è ben lungi dall’essere la vittima designata che vuol far credere.
Nel secondo, il giallo a rovescio di cui ho scritto il mese scorso, il protagonista compie un gesto sconsiderato – quindi il lettore sa il “chi” fin da subito – e da quel momento ogni sua azione è incentrata sul non farsi scoprire e, in questo suo percorso, scopre “doti” che non credeva di possedere.
Quello che, a mio avviso, accomuna entrambi è l’eccellente caratterizzazione e analisi psicologica dei personaggi: non sono mai banali e, soprattutto, sono estremamente moderni.
Pensando all’epoca in cui sono stati scritti, la ragazza manipolatrice e sfrontata rivela tutta la sua personalità “contorta” agendo sempre con l’unico obiettivo di ottenere ciò che vuole, incurante delle conseguenze sulla vita altrui.
Nel secondo titolo, l’intera storia verte sul modo in cui il protagonista decide di affrontare quello che ha fatto (splendido il colpo di scena finale, che dà un senso completamente nuovo alla vicenda!), i dialoghi interiori a corredo delle azioni ci portano passo passo a capire l’evoluzione del personaggio.

Work in progress
Quella che vedete è la bozza del terzo libro tradotto, di cui per ora non vi spoilero nulla, nemmeno il titolo! 😉
La vicenda ruota intorno a un numero ristretto di personaggi, di cui uno “gioca” a fare il detective dilettante per aiutare un’amica nella casa di lei (questo l’incipit del romanzo, la cui ambientazione, alcuni stereotipi e la ricchezza di dialoghi ricordano abbastanza la Christie).
Ma è il ragazzo che piomba improvvisamente nella vita del principale protagonista quello realmente interessante: bello, giovane, geniale eppure “odiato” da tutti. Perché?
Il perché emerge dalla narrazione tipica dell’autrice, il cui focus non sono infatti gli indizi per risolvere il mistero, bensì la psicologia. Il New York Times Book Review ha definito questo libro “un affascinante studio sulle mentalità contorte“.
Certo, i thriller di oggi sono diversi, ma onestamente, pur nella difficoltà di immaginare – e tradurre! – una realtà lontana nel tempo, credo che il giallo classico abbia molto da offrire, forse anche di più di uno moderno: non ci sono marchingegni tecnologici all’avanguardia o “super-eroi” in grado di fare qualsiasi cosa, ma spesso solo “semplici” esseri umani raccontati con maestria.
La trama di questo libro in particolare è abbastanza debole rispetto a quanto siamo abituati o ad altre opere che ho letto e tradotto, questo va detto, ma rientra nella predilezione dell’autrice per il lato psicologico dei protagonisti piuttosto che per l’azione.
E ora mi metto al lavoro in modo da darvi qualcosa di nuovo da leggere anche ad agosto! 🙂
