Quest’anno orrendo – almeno per me – sta per finire e non sarà mai troppo presto!
L’industria della traduzione ha ormai preso una piega che difficilmente mi consentirà di restare al mio posto ancora a lungo: quando si affidano alla traduzione automatica anche testi legali, in cui il diritto è ancora più importante delle parole, il livellamento verso il basso è ormai completo.
Ciò che conta è solo spendere il meno possibile e al diavolo qualità e professionalità: mi chiedo se valga davvero la pena vivere il mio lavoro come faccio io e la risposta che mi do al momento è no.
La speranza di un’inversione di rotta è ormai un’utopia, per cui continuerò nella ricerca di nuove strade. Non abbandonerò la traduzione, non posso, è tutta la mia vita – lavorativa ovviamente – e continua a regalarmi soddisfazioni personali, semplicemente cercherò di indirizzare i miei sforzi altrove.
L’ultimo libro dell’anno
Prima di parlare dei nuovi progetti, segnalo che è finalmente uscito (solo in versione elettronica per scelta dell’autore) un libretto scritto da un terapeuta giapponese che guida il lettore alla scoperta del “vero sé primordiale” fatto di luce e amore attraverso esercizi di meditazione e non solo.
Tecnicamente parlando, come ogni testo, avrebbe dovuto essere tradotto dall’originale giapponese, invece la mia è una traduzione della traduzione in inglese.
Perché lo specifico? Perché a ogni passaggio linguistico si perde inevitabilmente qualcosa, le lingue e le culture sono troppo diverse e non si è in grado di sfruttare al meglio le proprie competenze nella lingua madre partendo da una versione “filtrata”.
Tornando al libro in sé, può interessare chi sente una certa affinità con un certo tipo di idee “new age” – se così le vogliamo definire – e apprezza la pratica della meditazione.
Lo trovate a questo link: https://amzn.to/458izcI

Cosa bolle in pentola…
Da quando ho iniziato a tradurre libri, mi sono re-innamorata del mio lavoro: chi ne ha letto qualcuno, si è complimentato con me per la fluidità della narrazione. Il thriller “Il gioco mortale” è sicuramente quello che ha riscosso il maggiore successo.
I gialli sono la mia grande passione, così sono andata alla ricerca di autori poco conosciuti o le cui opere siano inedite in italiano e ne ho trovato uno che promette bene!
Si tratta di un autore britannico, la cui produzione è rimasta per lo più in lingua inglese. Potreste dirmi “beh, magari ci sarà un motivo!”, eppure credo nel potenziale di questo antesignano della signora Christie.
Ho quasi ultimato la prima stesura di un suo romanzo e ne apprezzo lo stile indiscutibilmente British dell’ambientazione, dei personaggi e del loro modo di rapportarsi frutto dei tempi (è ambientato negli anni ’30 più o meno.)
È un giallo “old style” se vogliamo, non è cruento né crudele, e credo possa piacere a chi, come me, apprezza le indagini vecchia maniera del detective inviato sul posto per trovare il colpevole.
Per ora non spoilero nulla, dovrete pazientare fino a gennaio!
Conclusioni
Chiudo ringraziando chi, intorno a me, non mi ha fatto mai mancare il suo sostegno e anche i lettori che mi regalano feedback preziosi. Non essendo l’autrice, non posso ovviamente intervenire sulla trama, ma posso cercare di rendere la lettura il più piacevole possibile.
Questa sarà la mia missione per il 2026. Buon anno a tutti!
