Quel falso amico del coroner!

Il prossimo libro dell’autore che ho scelto per la mia personale raccolta di classici della Golden Age è in dirittura di arrivo e contiene elementi così peculiari della realtà britannica che ho deciso di raccontarveli.

Credo possano aiutarvi a capire meglio sia il contesto sociale e culturale in cui è ambientato il romanzo, che le mie scelte linguistiche.

La prima figura presa in esame è quella del coroner.

Essendo un giallo, va da sé che c’è una suspicious death, una morte sospetta: le circostanze o le cause del decesso non sono chiare e fanno ipotizzare che un’altra parte sia coinvolta, ovvero che sia stato commesso un reato.

Se cliccate sul termine inglese, vi si apre un articolo ufficiale sulle morti improvvise e la relativa gestione da parte delle autorità.

Dicevamo… una volta accertato che il decesso è sospetto, la polizia fa intervenire il coroner ed è qui che nascono i nostri problemi!

Una piccola precisazione: tutto ciò che sto per raccontare si applica a Inghilterra e Galles ed è anche riferito all’epoca in cui è ambientato il romanzo. Al giorno d’oggi le cose sono leggermente diverse, ma il significato del termine e le funzioni sono assolutamente corrette.

Ma chi è questo coroner? E cos’è la coroner’s inquest?

Quando sentiamo questo termine nelle serie tv, solitamente il coroner è il medico legale, quello che esegue l’autopsia e fornisce alla polizia elementi utili per aiutarla a risolvere il caso e catturare il colpevole.

Il coroner nel nostro libro, invece, non è necessariamente un medico, ma è anzi essenzialmente un avvocato, un barrister o un solicitor (qui non entro nella differenza perché ci vorrebbe un intero articolo e, in questo caso, non è rilevante).

Piccolo spoiler: il nostro coroner, Mr. Norwood, è infatti un solicitor.

I coroner sono funzionari giudiziari indipendenti, incaricati di indagare e chiarire le circostanze di determinati casi di decesso avvenuti nella propria circoscrizione e, a differenza del resto della magistratura, sono nominati dalle autorità locali (i local council).

Il procedimento aperto dal coroner prende il nome di inquest – che ho tradotto come inchiesta perché mi è parso un termine funzionale e comprensibile per il lettore – e si svolge con la presenza di una giuria che è poi chiamata a emettere un verdetto.

Un verdetto? Ma di quale tipo?

L’autore del romanzo spiega perfettamente quale sia lo scopo di quel procedimento in questo paragrafo del libro che vi riporto seppur in estratto:

I think, from what I have said, you will quite understand that the scope of this inquiry is limited to the actual cause of death and circumstances which may throw light upon such cause.

But the jury are not concerned with police investigations other than those which threw light upon the actual cause of death.

Traduco la frase saliente: “…l’ambito di questa inchiesta è limitato alla causa effettiva del decesso e alle circostanze che possano far luce su tale causa“.

La giuria si limita quindi ad accertare i fatti, non si deve interessare alle indagini, di cui si occupa la polizia, e non decide questioni di nessun genere né penali, né civili. La coroner’s court è infatti un fact-finding body.

Solitamente questa inchiesta viene aggiornata per permettere alla polizia di indagare, ma è importante sapere che questo aggiornamento consente di registrare comunque ufficialmente il decesso e di ottenere un “certificato provvisorio di morte” (interim death certificate).

Conclusioni

Mi sono fatta prendere la mano dalla mia passione per le lingue e la traduzione in questo articolo, ma penso che sia comunque interessante per il lettore conoscere e quindi comprendere meglio una realtà così distante dalla nostra.

Direi, però che questo “pippotto” sia abbastanza lungo già così, quindi vi parlerò del Canon, un altro dei protagonisti del libro, in un prossimo futuro 🙂

Buona lettura!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto