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Le spese legali e il DM 55/2014

Recentemente ho tradotto una breve ordinanza in inglese, il cui contenuto mi ha dato lo spunto per questo articoletto.

Lo so, non si fa, non si traduce verso una lingua straniera, ma ovviamente ho fatto revisionare il tutto da una collega competente per garantire la bontà del risultato.

Detto questo, vorrei dedicare due parole alla questione delle spese legali così come suddivise nella parte finale dell’ordinanza.

In essa si parla infatti di “W Euro per la fase di studio, X per la fase introduttiva, Y per la fase di trattazione/istruttoria e Z per la fase decisoria” con esplicito riferimento al DM in oggetto.

Nel corso delle mie ricerche, in un forum inglese la destinataria di una sentenza chiedeva smarrita cosa fossero tutte quelle voci di spesa nel documento italiano.

Credo che fosse legittimo per lei voler capire cosa ci fosse scritto e così mi sono documentata per rendere questi concetti fruibili.

Gli avvocati non hanno problemi ovviamente, ma noi poveri comuni mortali facciamo spesso molta fatica a capire cose che poi ci riguardano direttamente!

Il DM 55/2014 e la suddivisione in fasi

L’articolo in questo link spiega molto bene come funziona il calcolo delle spese legali, cominciando con una spiegazione delle fasi di cui normalmente si compone una procedura.

Si distinguono 4 fasi: la fase di studio della controversia, la fase introduttiva del giudizio, la fase istruttoria e la fase decisionale.

La fase di studio comprende tutte le attività di analisi, ispezione, consultazione con il cliente precedenti la costituzione in giudizio, quella introduttiva comprende la redazione di tutti gli atti introduttivi e l’esame degli atti della controparte, ovvero – così riassume brillantemente l’articolo – tutto ciò che serve fino alla prima udienza.

La fase istruttoria è la parte centrale di una causa, attraverso la quale si arriva poi all’ultima, quella decisionale, che comprende tutte le attività che precedono e seguono una sentenza.

So far, so good, dunque. Ora si tratta di trovare una soluzione linguistica non letterale ma comprensibile.

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La Solicitors Regulation Authority

Nei numerosi contributi consultati, leggo che i solicitor inglesi “charge for their time and services …. and are subject to the Solicitors Regulation Authority’s (SRA) Price Transparency Rules“.

Una cosa interessante, a mio avviso, è che:

All regulated law firms who proactively offer services in certain common areas of law are required to publish information on price and services on their websites“.

Insomma chi ha bisogno di un solicitor ha la possibilità di farsi una prima idea dell’esborso necessario per ciò che si propone.

La mia proposta di traduzione

Chiusa la parentesi, vorrei concludere con la mia proposta di traduzione per le fasi di cui sopra. Alcuni studi legali offrono una loro traduzione quasi sempre letterale delle quattro parole in oggetto.

Non essendo però convinta che dire “study phase” come ho letto sia la scelta migliore, con il conforto della collega ho optato per:

evaluation of the case” per spiegare la fase di studio, pre-trial stage per la fase introduttiva, discussion/submission of evidence per la fase istruttoria e decision-making stage per la fase decisoria.

Ci saranno sicuramente soluzioni migliori, più tecniche, più “legalesi”, gli avvocati probabilmente inorridiranno per un linguaggio così “plain“.

Da non giurista so, però, che apprezzerei molto essere messa in condizione di capire esattamente cosa sto pagando!

In fondo, il cliente pagante ha sempre ragione, no? 😉

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