È appena uscito il thriller che ho tradotto, la mia prima esperienza con questo genere che è però quello che prediligo da lettrice, insieme ai cosiddetti “detective stories”, i gialli e i libri di spionaggio.
Questo libro mi ha posto diverse sfide sia in termini di traduzione vera e propria, che di adattamento del testo per renderlo più fruibile al lettore italiano.
Era infatti un mix di terminologia legale, medica – per la parte psicologica della storia – e poliziesca, in un racconto dal ritmo incalzante senza un attimo di pausa.
Vorrei dunque fare alcune considerazioni sulla traduzione letteraria, che è sicuramente molto più impegnativa di quella tecnica o legale, ma mi dà una soddisfazione enorme.
Il first-degree murder nel diritto statunitense
Uno dei protagonisti del libro era stato condannato per omicidio, nello specifico per “omicidio di primo grado”, espressione che tutti noi ben conosciamo essendo tutta la produzione televisiva e cinematografica ahimè doppiata.
Si trovano diverse definizioni del reato, ne cito una:
First degree murder is the intentional killing of another person by someone who has acted wilfully, deliberately, or with planning.
Questo studio legale italiano offre una panoramica sul nostro omicidio volontario, che è caratterizzato dalla presenza del dolo e può essere semplice e aggravato, come si legge.
Fin qui tutto bene, dovessi tradurre un testo legale in cui si evince chiaramente il tipo di reato commesso, potrei azzardare un parallelismo e adottare la terminologia italiana per maggiore chiarezza. Ma in un libro, ha senso?
Per me no. Il romanzo è profondamente calato nella realtà statunitense, sono troppi i riferimenti che sarebbe pressoché impossibile tradurre.
Al lettore poco importa se il nostro assassino letterario sia stato condannato per omicidio volontario semplice o aggravato: non solo nell’originale non c’è un resoconto del primo processo per consentirmi di fare la scelta più adatta, ma a mio avviso la traduzione qui perderebbe l’efficacia che mi evoca nella mente quel “primo grado”, che invece evidenzia benissimo la gravità del fatto.

L’assonanza impossibile
Il contesto: due detective parlano al telefono, ma il rumore di fondo è talmente forte che una dice una parola e l’altra ne capisce un’altra. In inglese le due parole sono assonanti (decoy – deploy), in italiano assolutamente no.
In questo caso, d’accordo con l’autore, ho tradotto fedelmente la prima, che è la parola chiave del dialogo, e modificato il testo per tradurre la seconda con una assonante in italiano.
Era infatti importante mantenere la struttura di quella conversazione, creando un fraintendimento anche in italiano: il significato reale delle due parole avrebbe eliminato tutto il pathos di quella telefonata, anzi l’avrebbe resa incomprensibile. Senza l’assonanza si sarebbe perso il fraintendimento.
Poi, dato che mi piace lavorare al meglio, ho passato mezza mattina a cercare tutte le parole che facessero “rima” con quella importante per trovare quella che potesse avere più senso… lo so, sono un’inguaribile perfezionista o forse un po’ matta come mi è stato detto! 😉
Conclusioni
Sono 27 anni che faccio la traduttrice di professione e ho sempre dato il massimo, ma non posso certo dire che tradurre un manuale tecnico o un contratto mi abbia appassionato.
Da quando ho iniziato a tradurre libri, provo una gioia personale – oltre che professionale – immensa, difficile da descrivere a parole.
Sarà perché io stessa, da brava bookworm, sono un’avida lettrice e quindi mi emoziona rendere fruibile l’opera di un autore per il lettore italiano che non potrebbe altrimenti godersela.
Tradurre una rima o trovare un’espressione che faccia ridere un personaggio anche se la traduzione non corrisponde al sorgente – come mi è capitato in un altro libro e di cui vi racconterò in una prossima puntata – è una sfida che mi appassiona e mi consente di mettere a frutto la mie due grandi passioni: le lingue e la lettura.
Gli autori con cui ho collaborato finora apprezzano la mia professionalità e la dedizione che ci metto e questo per me è un ulteriore stimolo a continuare su questa strada, la mia nuova carriera a 50 anni più che suonati, che mi sta regalando soddisfazioni incredibili.
Se vi ho incuriosito a sufficienza e vi piace il genere, vi consiglio vivamente questo libro – non perché l’ho tradotto io, il merito è dell’autore che lo ha scritto! – e vi invito ad acquistarlo tramite questo link https://amzn.to/4fUiIUj , grazie.
Buona lettura!
