Che si tratti di un thriller o uno dei romanzi giallo-rosa della serie dei SEAL, la sfida più grande è sempre la stessa: riuscire a rendere le svariate espressioni idiomatiche cogliendone l’esatta sfumatura e trovare la migliore traduzione possibile in italiano.
Non è un compito banale, perché l’inglese è una lingua già ricca di per sé e la variante americana – anzi le varianti considerata la vastità del territorio – non fa altro che aumentare il carico di lavoro del traduttore 🙂
Quando però si trova la soluzione perfetta, la soddisfazione è enorme, si ha veramente la sensazione di aver reso il servizio migliore all’autore e al testo originale.
Per ottenere questo risultato, è impossibile prescindere dalle risorse online: senza di esse sarebbe davvero dura!
Ne segnalo alcune che ritengo particolarmente utili alla causa. Sono quasi tutte monolingua, non offrono quindi la traduzione, ma già il solo capire esattamente dove quell’espressione particolare va a parlare è fondamentale.
L’urban dictionary
È uno dei dizionari che uso di più. Esistono altre risorse specifiche per i phrasal verbs ad esempio e svariati dizionari inglesi e americani, ma questo contiene informazioni che spesso non trovo altrove. Utilissimo.
L’espressione linkata “paper hat” sembra assolutamente banale, sono i cappellini di carta. Nel contesto in cui dovevo tradurla, un personaggio dice all’altro che, se avesse perso il contratto con un personaggio del suo calibro, al massimo avrebbe poi trovato un lavoro con i cappellini di carta, ovvero da manager di grande successo sarebbe finito tuttalpiù in un fast-food!
Curioso, no?

Il Cambridge dictionary bilingue
Utilissimo anche lui, questo propone anche la traduzione in italiano. Non sempre scelgo la soluzione proposta, ma anche in questo caso è soprattutto la definizione in inglese ad aiutarmi maggiormente.
Sicuramente vi starete chiedendo cosa c’entra Cambridge con gli Stati Uniti: nulla, in effetti, ma non dimentichiamoci che la lingua è sempre quella ed esistono una marea di espressioni come quella nell’esempio che sono utilizzate anche oltreoceano.
Last but not least, non poteva mancare il
Merriam-Webster
qui nella versione “slang dictionary”.
Già la sola homepage al link è un pozzo di informazioni e di nuove espressioni gergali che solo chi vive nel paese potrebbe conoscere. Noi che viviamo “across the pond” non possiamo davvero fare a meno nel nostro lavoro di traduttori di strumenti vitali come questo!
Ma… le cose che non si possono tradurre?
Nell’ultimo giallo che ho tradotto, uno dei personaggi ha un forte accento di Boston e l’autore scrive che pronuncia la parola “chopper” – elicottero – “choppa”.
Questo non è un modo di dire o un qualcosa con un corrispettivo, si tratta di un accento locale e al lettore italiano non significa nulla che dica “choppa”.
Il senso però era questo: l’accento di Boston suona agli altri americani come una specie di britannico un po’ snob.
Le persone che parlano in quel modo sono dette bramini ed ecco che il mio poliziotto ha un accento tale da sembrare un bramino con la puzza sotto il naso.
Inutile dire che l’autore ha apprezzato tantissimo questa soluzione.
Conclusioni
Tradurre, che passione! Forse potrei sintetizzare così questo breve post, in cui spero di essere riuscita a trasmettere l’amore per il mio lavoro e la soddisfazione che provo nel farlo.
E ora mi metto sotto: un nuovo thriller mi attende… Stay tuned! 🙂
