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Ultime volontà: traduzione e diritto a confronto

Recentemente, mi è capitato di confrontarmi con la traduzione di un testamento e, come spesso succede, ho avuto l’ennesima conferma che quando c’è di mezzo il diritto è bene andarci con i piedi di piombo.

L’atto in questione era un “gemeinschaftliches Testament” la cui definizione è contenuta nell’art. 2265 del BGB, il codice civile tedesco. Questo tipo di testamento può essere redatto solo dai coniugi.

La traduzione di per sé non comportava particolari problemi, in quanto anche il nostro diritto successorio prevede forme analoghe.

Il testamento congiuntivo in Italia

Il testamento congiuntivo è definito all’articolo 589 del codice civile italiano; basta però leggerlo per capire subito dove sia il problema per così dire.

L’articolo recita infatti: “Il testamento con cui due o più persone, nel medesimo atto, dispongono dei propri beni a favore di un terzo (c.d. testamento congiuntivo) è vietato“.

Ciò significa che il destinatario della mia traduzione riceve un atto che, da noi, sarebbe immediatamente invalido e potrebbe quindi pensare che io abbia preso fischi per fiaschi.

Ovviamente non è così, la traduzione è assolutamente corretta, è il diritto che ha regole diverse.

Questo è uno di quei casi in cui mi si pone il problema se informare il destinatario italiano con una nota che questo tipo di documento, che da noi non può appunto essere redatto, è invece perfettamente legittimo in Germania. È forse superfluo farlo, direte voi, se il notaio tedesco lo ha ricevuto, sicuramente sapeva quello che stava facendo!

Scelta libera, dunque. Quello che mi piace sottolineare è la “motivazione” per così dire a base della nostra norma. Il testamento è, infatti, un atto “unilaterale” che esprime una volontà personale. Se le volontà dei testatori sono espresse in un unico documento sottoscritto da entrambi diventa praticamente impossibile per uno “cambiare idea”, per così dire, senza inficiarne l’intero contenuto.

Il testamento simultaneo

È invece consentita questa forma di testamento, in cui una o più persone esprimono sì le proprie volontà nello stesso documento ma, a differenza del testamento congiuntivo, le disposizioni dei diversi testatori sono autonome e costituiscono due atti perfettamente distinti “seppur scritti sullo stesso foglio”.

Ciascun testatore può quindi modificarle, senza intaccare le volontà degli altri.

È importante ricordare anche il concetto di reciprocità: la disposizione reciproca (di un coniuge a favore dell’altro) non è consentita se nello stesso atto (come forma di testamento congiuntivo), ma è ammessa purché espressa nella forma appena menzionata del testamento simultaneo.

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Joint wills, mutual wills e mirror wills

Anche il diritto anglosassone prevede queste forme di testamento e questo articolo spiega perfettamente le differenze tra questi tipi di atti.

A proposito di testamenti congiuntivi e reciproci, vorrei segnalare il Regolamento UE n. 650 del 2012 “relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e all’accettazione e all’esecuzione degli atti pubblici in materia di successioni e alla creazione di un certificato successorio europeo”.

L’ho trovato davvero molto utile per vedere cosa ha pensato il legislatore europeo, oltre a essere ovviamente una miniera terminologica.

Conclusioni

Perfino la traduzione di un atto così “normale” come un testamento presenta dunque qualche insidia, se non nella traduzione sicuramente nella sostanza.

Tradurre documenti e atti è per me sempre una grande sfida, perché non riesco a limitarmi a cercare il mero corrispondente linguistico: le parole hanno un peso ben diverso in questo campo e le pondero dunque molto, molto bene.

Mi piace pensare che il destinatario del mio lavoro veda e apprezzi l’impegno che c’è dietro. Finora è sempre stato così e intendo continuare su questa strada.

4 commenti su “Ultime volontà: traduzione e diritto a confronto”

  1. Marialuisa Berri

    a volte essere precisi è una virtù! grazie dell’aggiornamento sui testamenti, peccato che non ha niente da lasciare! ciao zia mary

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